Scritto da 6:24 pm Pomezia, Attualità, Top News

Pomezia, progetto per deposito da 107.000 litri di oli infiammabili: cittadini chiamati a esprimersi entro il 31 ottobre

Pomezia (domenica, 5 ottobre 2025)– Un nuovo deposito di oli minerali ad alta infiammabilità che raggiungerebbe una capienza di 107.000 litri sta suscitando preoccupazione nel tessuto civico di Pomezia. La società Noovle S.p.A., parte dell’universo Telecom-TIM, ha presentato una istanza recente per trasformare un deposito inizialmente previsto per 60 metri cubi (60.000 litri) in uno quasi raddoppiato, posizionato lungo la via Pontina, al km 29+100: un’area già ad alta concentrazione industriale, commerciale e a ridosso della Strada Statale 148.

di Margherita Brescia

Il Comune di Pomezia ha pubblicato l’avviso all’Albo Pretorio e ha stabilito che i cittadini potranno presentare osservazioni o opposizioni entro il 31 ottobre, un termine di trenta giorni che molti considerano troppo ristretto rispetto alla complessità tecnica del progetto.

Dopo la fase partecipativa, la Direzione Ambiente e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio dovrà decidere definitivamente sull’autorizzazione.

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione perché quel piccolo deposito iniziale, annunciato a febbraio, è stato rapidamente ridimensionato per arrivare al progetto odierno, senza che nel frattempo fosse chiarito l’impatto ambientale, i rischi per i residenti o le modalità di sicurezza.

Le domande aumentano: perché procedere così in fretta? Perché prevedere un ampliamento così consistente quando non sono ancora state risolte le perplessità emerse la prima volta?

L’area individuata è particolarmente sensibile: si trova vicino a distributori di carburante e ad altre attività produttive, e lungo una delle arterie più trafficate del Lazio. L’introduzione di un deposito di oli minerali di queste dimensioni implica un potenziale aggravio del rischio in un contesto già caratterizzato da criticità ambientali.

Associazioni ambientaliste e comitati locali sollecitano valutazioni più approfondite e una maggiore trasparenza, denunciando che la partecipazione pubblica rischia di limitarsi a un atto formale: difficilmente cittadini, comitati o semplici abitanti potranno valutare – entro trenta giorni – documenti tecnici complessi depositati negli uffici regionali

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Last modified: Ottobre 5, 2025
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