Pomezia (giovedì, 22 gennaio 2026) –La Guardia di Finanza ha avviato un’importante indagine nei confronti di una società di autotrasporto con sede a Pomezia, accusata di aver mascherato l’utilizzo di manodopera e falsificato fatture per ridurre il carico fiscale e contributivo.
di Margherita Brescia
Nell’ambito dell’operazione, disposta dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della Procura della Repubblica, è stato eseguito un sequestro preventivo di beni del valore corrispondente alle imposte evase, stimato in oltre 4 milioni di euro, che comprende automezzi, disponibilità finanziarie, quote societarie e un appartamento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’impresa avrebbe utilizzato contratti di appalto simulati in luogo di una regolare somministrazione di lavoro, avvalendosi di personale formalmente assunto da una cooperativa “serbatoio” priva di autonomia organizzativa, e gestito direttamente dall’azienda di trasporto stessa. Questa modalità avrebbe permesso all’impresa di abbattere l’IVA e diminuire i contributi previdenziali e assistenziali da versare all’Erario.
Nei confronti della società e di tre persone fisiche sono state contestate, a vario titolo, le ipotesi di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e altre violazioni fiscali connesse alla gestione irregolare del personale. Le indagini, partite da una verifica fiscale, stanno proseguendo per accertare eventuali ulteriori responsabilità e definire l’entità delle violazioni contestate.
L’operazione fa parte di un’attività di controllo più ampia mirata a contrastare le frodi fiscali e il lavoro irregolare nel settore dei trasporti, fenomeni che le autorità stanno monitorando con crescente attenzione a livello locale e nazionale.
Last modified: Gennaio 22, 2026

