Pomezia (venerdì, 5 settembre 2025)– La possibile nascita della Malagrotta-Bis, la maxi discarica della Capitale prevista tra Pomezia e Albano, ha, nuovamente, acceso i riflettori sul territorio.
di Margherita Brescia
La Regione Lazio, su proposta del sindaco–commissario dei rifiuti Roberto Gualtieri, ha esteso di cinque anni la validità della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) approvata nel 2020. Un’accelerazione che preoccupa le comunità locali e rilancia la battaglia contro l’impianto.
Chi detiene i terreni? Spuntano Vaticano e Rai
La novità più sorprendente riguarda i proprietari del suolo: la maggior parte dei terreni destinati alla discarica risulterebbe di proprietà di una congregazione religiosa legata al Vaticano, mentre una piccola porzione è intestata alla Rai. Una circostanza che aggiunge un alone di mistero e complica ulteriormente il dibattito istituzionale e politico.
Non solo inerti, ma anche ceneri e scorie
Il progetto riportato nell’autorizzazione comprende non solo inerti (scarti da demolizioni, terre, etc.), ma anche ceneri pesanti e scorie provenienti dagli inceneritori, aprendo scenari molto più rischiosi sul piano ambientale e sanitario.
Territorio al centro di un braccio di ferro
L’area coinvolta confina con zone protette come la Riserva della Solfatara, a pochi chilometri dal piano dell’inceneritore previsto a Santa Palomba, e a breve distanza dalla discarica di Roncigliano. Questa concentrazione di impianti — già contestati — riporta Pomezia e Albano nell’occhio del ciclone dello smaltimento rifiuti. I consiglieri comunali Giacomo Castro e Marco Moresco hanno già presentato interrogazioni ufficiali chiedendo trasparenza, coinvolgimento dei territori e una revisione globale di questo piano.
Last modified: Settembre 5, 2025

