Ardea (giovedì, 16 ottobre 2025)– Ci voleva un messaggio forte: ed è arrivato. In Consiglio comunale, il 25 settembre 2025, è stata approvata all’unanimità una mozione con cui il Comune si impegna a chiedere alla Regione Lazio di riaprire l’iter per la salvaguardia dei pozzi Laurentino e Pescarella. Un passo che non è solo simbolico, affronta nodi ambientali, idrici e urbanistici ben concreti.
di Margherita Brescia
Perché tutti hanno votato sì
La mozione nasce in un contesto in cui la Regione Lazio, lo scorso marzo, ha archiviato la proposta di tutela delle falde acquifere che alimentano quei pozzi.
Acea, che gestisce il servizio idrico, avrebbe proposto un cambiamento di strategia: non più affidarsi ai pozzi locali, ma prendere acqua dai bacini dei Castelli Romani, come il Lago Albano.
Questa scelta, secondo i consiglieri locali come Luca Vita e Niko Martinelli, rischia di mettere a repentaglio l’autonomia idrica del territorio e di accrescere la dipendenza da fonti già gravemente stressate.
E non è tutto: le analisi più recenti di ASL e ARPA Lazio hanno rilevato composti organici di origine industriale nei pozzi Laurentino, suggerendo la necessità di una bonifica urgente.
Il Consiglio ha deciso che il Comune farà una richiesta ufficiale alla Regione per revocare l’archiviazione della tutela, riattivare il tavolo tecnico, e avviare gli interventi necessari per ripulire le falde.
Un problema che riguarda tutti
Non si tratta di un tema “localistico”: la gestione dell’acqua tocca migliaia di cittadini di Ardea e Pomezia. Se i pozzi venissero dismessi e l’acqua arrivasse da bacini lontani, potrebbe aumentare la vulnerabilità del sistema idrico e peggiorare la crisi già in corso nei territori dei Castelli Romani.
In più, la modifica della tutela avrebbe effetti indiretti: liberare aree dalle limitazioni ambientali può facilitare la costruzione di impianti industriali o altre opere nella zona, con potenziali rischi per la salute e la qualità della vita.
Il futuro della battaglia
Ora la palla passa alla Regione: il Comune chiede di ritornare sui suoi passi e di dare protezione concreta alle falde acquifere locali. Se la richiesta verrà accolta, si potrà lavorare su bonifiche, controlli e accordi che tutelino il diritto all’acqua pulita nel territorio.
Ma la mozione unanime del Consiglio è già un segnale: Ardea ha scelto da che parte stare. E non lasciare più che la gestione idrica si decida alle spalle dei cittadini.
Last modified: Ottobre 16, 2025

