Scritto da 5:54 pm Esteri, Attualità, Top News

Addio a Robert Redford, l’icona che trasformò Hollywood e sostenne il cinema indipendente

Esteri (martedì, 16 settembre 2025)– Robert Redford è morto oggi, all’età di 89 anni, nella sua casa a Sundance (Utah) nel sonno circondato dalle persone a lui care, come ha riferito la sua portavoce.

Da attore a regista, da volto noto a punto di riferimento

Nato a Santa Monica il 18 agosto del 1936, Redford è diventato ben presto una figura di primo piano nel panorama cinematografico statunitense e mondiale. La sua carriera iniziò negli anni Sessanta con ruoli che mettevano in luce il suo charme e l’appeal da protagonista, ma ben presto scelse anche parti più complesse, impegnative. Tra i suoi film più celebri: “Butch Cassidy and the Sundance Kid”, “The Sting”, “All the President’s Men”, e “The Way We Were”.

Oltre all’attore, Redford si impose come regista: vinse l’Oscar come miglior regista per Ordinary People (1980), pellicola che ottenne anche il premio come miglior film. Grazie ai suoi film, spesso capaci di affrontare temi morali, politici, sociali, riuscì a coniugare intrattenimento e riflessione, evitando il solo glamour.

Il suo impegno fuori dal set

Un tratto distintivo della sua vita fu l’impegno per il cinema indipendente: Redford fondò il Sundance Institute e il celebre Sundance Film Festival, che divenne spazio di lancio per numerosi nuovi talenti, spesso al di fuori delle grandi produzioni hollywoodiane.

Era altresì un sostenitore convinto delle cause ambientali, dei diritti dei popoli indigeni negli Stati Uniti, della tutela della natura, oltre che degli artisti meno visibili. Tali battaglie divennero parte integrante della sua identità pubblica e costellano la sua memoria oltre che i suoi film.

Reazioni e eredità

Alla notizia della sua morte, il mondo del cinema – colleghi, critici, fans – ha reagito con commozione e riconoscenza. Meryl Streep ha scritto: “Uno dei leoni se ne è andato”; altri hanno ricordato la sua gentilezza, la serietà con cui si poneva nei confronti del mestiere, la sua integrità.

La sua eredità è doppia: da un lato quella cinematografica, con decine di film che resteranno nei classici del cinema; dall’altro quella culturale, grazie all’impatto che ha avuto sul modo di fare cinema indipendente, sul rispetto per l’ambiente, sulla riflessione sociale che il cinema può promuovere

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Last modified: Settembre 16, 2025
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