Nel Lazio sono stati confermati 7 casi di infezione da West Nile virus, su un totale di 10 segnalati in tutta Italia dall’inizio dell’estate. I contagi si concentrano nella provincia di Latina. La Regione ha diffuso un comunicato per fare chiarezza, dopo il decesso di una donna di 82 anni, residente a Nerola ma ricoverata all’ospedale di Latina, dove è morta in seguito a complicanze neurologiche legate al virus.
di Margherita Brescia
Nonostante l’episodio grave, le autorità sanitarie sottolineano che la situazione è sotto controllo. Alla stessa data dello scorso anno, i casi a livello nazionale erano 13, indice che non c’è neccessità di allarmismo.
Il West Nile virus si trasmette esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, attive soprattutto nelle ore serali e notturne. La Regione, in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Sangue, ha avviato interventi di sorveglianza e disinfestazione nei territori coinvolti.
È importante sapere che nel 99% dei casi l’infezione decorre senza sintomi evidenti. Quando presenti, sono generalmente simili a quelli di una normale influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea.
La Regione invita i cittadini alla prudenza, ma senza allarmismi, e ricorda alcune semplici regole per ridurre il rischio:
-evitare i ristagni d’acqua in giardini, sottovasi e tombini;
-utilizzare repellenti, zanzariere e indumenti protettivi soprattutto di sera;
-consultare il medico in caso di sintomi sospetti.
Il monitoraggio prosegue, ma non ci sono al momento motivi di preoccupazione diffusa. Come ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, l’obiettivo è informare correttamente i cittadini, contrastare la disinformazione e gestire con attenzione una situazione che resta pienamente sotto controllo.
Last modified: Luglio 24, 2025

