Torvaianica (lunedì, 8 settembre 2025)– Una vicenda che dura da oltre settant’anni si chiude con una restituzione obbligata: la proprietaria di una villetta affacciata sul Lungomare delle Sirene dovrà demolire il cortile e le dependance costruite su terreno demanio marittimo. Anche se realizzata regolarmente nel 1955, la casa – a sua volta con licenza edilizia – ha progressivamente invaso una porzione della spiaggia pubblica, come rilevato nel 2012 in un sopralluogo del Comune di Pomezia.
di Margherita Brescia
Il Comune aveva già emesso un ordine di rilascio dell’area nel 2010 e riaperto il procedimento nel 2012, senza esiti concreti fino al sopralluogo del 2022. Solo nel febbraio 2023 il Comune ha disposto la rimozione delle opere abusive. I proprietari hanno quindi presentato ricorso al TAR Lazio, sostenendo la legittimità dell’immobile, l’ambiguità catastale e facendo riferimento a una delimitazione del confine demaniale del 1926.
Il TAR Lazio ha respinto il ricorso, riaffermando un principio netto: lo sconfinamento sul demanio marittimo è vietato anche se avvenuto da molti anni e regolarmente costruito. Le mappe del Sistema Informativo Demanio Marittimo (SID) e le verifiche catastali sono strumenti validi per identificare l’estensione del demanio, quindi non servono nuovi accertamenti. Il provvedimento è considerato vincolato: bastano i dati attuali per imporre la restituzione dell’area.
Con la sentenza, la proprietà dovrà demolire recinzioni e strutture costruite sulla spiaggia pubblica e restituire lo spazio alla collettività. Le spese legali sono compensate e per i proprietari resta aperta la possibilità di appellarsi al Consiglio di Stato. Il giudice del Tar ha infatti sottolineato che nulla può sanare, nel caso di suolo appartenente al demanio, quell’assunto uso privato protrattosi per decenni.
Last modified: Settembre 8, 2025

