Scritto da 10:32 pm Pomezia, Attualità, Top News

Pomezia sotto accusa: falda acquifera contaminata, Regione diffida centro rifiuti e concede 30 giorni per mettersi in regola

Pomezia (domenica, 14 settembre 2025)– La Regione Lazio ha emesso un provvedimento grave nei confronti dell’Ecocentro Srl, impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, situato in via Don Tazzoli 16, a Pomezia. Con una Determinazione dirigenziale del 12 agosto, l’ente regionale ha notificato all’azienda una diffida formale, intimando che tutte le violazioni ambientali riscontrate con i recenti controlli dell’ARPA Lazio debbano essere sanate entro 30 giorni, pena la sospensione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che potrebbe portare alla chiusura dell’impianto.

di Margherita Brescia

Fatti accertati e modalità dell’ispezione

Nei sopralluoghi condotti da ARPA nei mesi di aprile e maggio 2025 sono emersi numerosi elementi di preoccupazione:

Depositi disorganizzati di materiali, compresi rifiuti pericolosi come bitume, con fuoriuscite di liquidi maleodoranti che avrebbero potuto infiltrarsi nel terreno.

Difformità nelle condotte idriche: il sistema di raccolta delle acque di scarico non impermeabile, collegato a una fossa e a scarichi meteorici non adeguati.

Copertura non adeguata tra “messa in riserva” e “deposito preliminare”, aree che invece devono essere separate per evitare contaminazioni incrociate.

L’allarme più serio: la falda acquifera

Le analisi sui pozzi di monitoraggio della zona hanno mostrato valori di inquinanti ben al di sopra dei limiti consentiti. In particolare si segnalano concentrazioni elevate di metalli pesanti, idrocarburi e composti organici volatili: sostanze che, se penetrano nella falda, possono rappresentare un rischio serio per la salute pubblica e la sicurezza dell’acqua potabile.

Conseguenze e richieste della Regione

La Regione Lazio, tramite la diffida, ordina all’Ecocentro Srl di adeguarsi entro 30 giorni. Se entro questo termine non verranno corretti i punti segnalati, lo stato prevedibile è la sospensione dell’AIA, misura che comporterebbe la chiusura dell’impianto o almeno la sospensione delle attività non conformi.

Impatti sul territorio e richieste di trasparenza

Questo episodio solleva diverse questioni che interessano direttamente i cittadini: la protezione dell’acqua sotterranea – risorsa preziosa – l’impatto ambientale di impianti di smaltimento rifiuti in zone idrogeologicamente sensibili, e il ruolo del controllo pubblico tramite ARPA e Regione. Si tratta non solo di chiedere la regolarità normativa, ma di verificare l’efficacia delle misure preventive, la trasparenza degli interventi di bonifica, e gli eventuali danni già prodotti.

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Last modified: Settembre 14, 2025
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