Pomezia (lunedì, 22 dicembre 2025)–Dopo lo stop arrivato nei mesi scorsi, l’iter per il Campus Data Center di TIM sulla via Pontina a Pomezia ha registrato un nuovo sviluppo: la Regione Lazio ha infatti autorizzato una parte tecnica del progetto, dando il via libera al deposito di stoccaggio di oli minerali con serbatoi per gasolio fino a una capacità complessiva di 107 metri cubi, un elemento funzionale alla realizzazione delle infrastrutture legate al data center stesso.
di Margherita Brescia
Il progetto era stato bloccato in precedenza dopo che il Comune di Pomezia aveva espresso un parere tecnico negativo sull’impatto acustico, segnalando che il rumore prodotto dai gruppi elettrogeni e dai sistemi di emergenza previsti non fosse compatibile con i limiti di legge per l’area interessata. Quella contestazione aveva fatto sì che la Città Metropolitana di Roma revocasse in autotutela l’autorizzazione già concessa per gli impianti, facendo riaprire l’intero procedimento.
Con la recente determinazione regionale, che prevede condizioni legate alla prevenzione incendi e alla sicurezza e fissa un cronoprogramma di due anni per il completamento dei lavori, il progetto riceve un primo importante passo avanti, ma il nodo centrale rimane proprio la questione del rumore. Infatti, allo stato attuale non è chiaro se e in che modo TIM e la controllata Noovle S.p.A. abbiano modificato il progetto originario per risolvere le criticità sollevate dal Comune di Pomezia.
Tra le possibili soluzioni tecniche ci sono interventi come barriere fonoassorbenti, cabine tecniche insonorizzate o la revisione della collocazione dei gruppi di emergenza, ma non è ancora noto quali misure saranno adottate né se saranno ritenute sufficienti per soddisfare i requisiti comunali. Si tratta di un tema sentito anche dai cittadini: un Campus Data Center è un’infrastruttura strategica per servizi digitali, cloud e continuità operativa, ma porta con sé inevitabili impatti reali sul territorio, soprattutto se vicino ad aree residenziali.
La questione del rumore — che aveva già fatto saltare l’autorizzazione — resta quindi l’ostacolo principale da superare affinché l’intero progetto possa andare avanti senza ulteriori rallentamenti.
Last modified: Dicembre 22, 2025

