Pomezia (venerdì, 10 ottobre 2025)– Un fosso apparentemente dimenticato sta riemergendo con forza nel dibattito urbanistico e ambientale tra Pomezia, Albano e Roma: il fosso Secco, che attraversa territori agricoli e industriali, risulta ora al centro di una ridefinizione ufficiale delle aree a rischio esondazione, con conseguenze potenzialmente pesanti per infrastrutture come l’inceneritore di Roma.
di Margherita Brescia
L’Autorità di Bacino (Aubac) ha emanato il decreto n. 194 dell’8 ottobre 2025, che stabilisce l’applicazione immediata di “misure di salvaguardia vincolanti” nelle aree prossime al fosso, in attesa dell’adozione definitiva del piano idrogeologico aggiornato. Ogni nuovo intervento edilizio o infrastrutturale nelle zone interessate dovrà ottenere un’autorizzazione speciale.
Comuni e cittadini sono coinvolti: avranno 30 giorni di tempo (fino al 9 novembre) per presentare osservazioni, relazioni o proposte di modifica al progetto, attraverso PEC all’Aubac.
Le osservazioni possono riguardare, per esempio, l’estensione dell’area vincolata o la perimetrazione del rischio idrogeologico.
L’area sotto analisi è estesa: circa 5,6 km² tra Albano, Pomezia, Ariccia e parti di Roma. Il fosso Secco passa proprio vicino al lotto su cui dovrebbe sorgere l’inceneritore di Roma – Santa Palomba. Sebbene il terreno dell’impianto non sia per ora incluso nel vincolo idraulico, la nuova mappa lo lambisce da vicino, rendendo ogni variante progettuale più complicata.
Degli anni scorsi, il fosso aveva subito declassamenti nei vincoli idrogeologici, e zone un tempo considerate “in pericolo” erano state spuntate dalle mappe di rischio. Ma i nuovi studi idraulici commissionati dall’Aubac mostrano che la vulnerabilità resta rilevante: il rischio allagamento non è affatto remoto.
La posta in gioco è alta: infrastrutture industriali, progetti edilizi e opere pubbliche in zone prossime al fosso ora rischiano di restare bloccate o dover subire adeguamenti onerosi. Per l’inceneritore, in particolare, un vincolo idraulico potrebbe costringere a varianti tecniche, iter autorizzativi più lunghi o addirittura mettere in discussione la fattibilità in quelle condizioni.
Nei prossimi giorni sarà fondamentale che i Comuni interessati (Albano, Ariccia, Pomezia) coordinino le osservazioni con i cittadini e che i tecnici locali analizzino con attenzione le mappe proposte, anticipando eventuali criticità. Chi abita o opera vicino al fosso Secco dovrà osservare da vicino gli atti ufficiali e farsi trovare pronto a intervenire contro modifiche avverse.
Last modified: Ottobre 10, 2025

