Pomezia (mercoledì, 16 luglio 2025) — A Pomezia, nel quartiere residenziale di via Fellini 9 — noto anche come Parco della Sughereta — è scoppiato un caso che ha lasciato molti residenti increduli. Due parcheggi storicamente riservati alle persone con disabilità, presenti da oltre trent’anni, sono stati cancellati e messi in vendita, senza alcun preavviso.
di Monia Settimi
I posti in questione, contrassegnati dai numeri 61 e 62, erano riconosciuti anche nelle piantine comunali ufficiali come spazi dedicati all’accessibilità. Per molte famiglie del condominio, rappresentavano un presidio fondamentale, oggi rimosso senza consultazioni o votazioni assembleari.
Il colpo di scena è arrivato lo scorso 3 luglio, quando una ditta incaricata dalla società Prelios, proprietaria di alcune aree condominiali, ha provveduto a imbiancare le strisce gialle, cancellando i simboli delle persone con disabilità. Al loro posto, sono comparsi archetti metallici a blocco, rendendo i parcheggi inutilizzabili.
Tra i condomini più colpiti c’è un padre che utilizzava quotidianamente uno di quei posti per accompagnare il figlio con disabilità fino all’ingresso dell’abitazione. Ora, l’unica alternativa si trova di fronte all’ex supermercato SMA, ma per raggiungere il palazzo bisogna superare delle scale, rendendo lo spostamento praticamente impossibile per chi ha difficoltà motorie.
Secondo quanto riportato dall’amministratore di condominio, l’azione della società non è stata preceduta da alcuna comunicazione formale. I posti sarebbero stati inseriti nel lotto di parcheggi che Prelios intende vendere privatamente, eliminando così ogni funzione pubblica o sociale dell’area.
I residenti non sono rimasti a guardare. È già stato depositato un esposto formale contro Prelios, con l’obiettivo di bloccare la vendita e ripristinare l’uso accessibile degli spazi. In parallelo, è partita anche una lettera indirizzata al Comune di Pomezia, nella quale si chiede un intervento urgente per tutelare i diritti delle persone con disabilità e ripristinare la legalità.
Il caso è ora sotto la lente delle istituzioni e potrebbe aprire una riflessione più ampia sul destino delle aree comuni e sui diritti di chi vive una condizione di fragilità.
La domanda resta aperta: il Comune interverrà per tutelare il diritto all’accessibilità o resterà in silenzio davanti a questa cancellazione?
Last modified: Luglio 16, 2025

