Pomezia (mercoledì, 17 settembre 2025)– Un dato sorprendente emerge dallo studio del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne: Pomezia si distingue in regione per la percentuale di occupati nel settore hi tech, raggiungendo il 5,1 % della forza lavoro totale, un valore che la posiziona sopra territori storicamente più sviluppati come la Lombardia.
di Margherita Brescia
Nei vent’anni più recenti, il sistema produttivo di Latina e del Basso Lazio ha affrontato sfide importanti legate alla transizione tecnologica e ai cambiamenti demografici. Malgrado un calo generalizzato delle piccole imprese (‐9,5 % a Latina e ‐11,4 % a Frosinone), il territorio ha saputo rilanciarsi grazie a imprese di dimensione media che hanno puntato su export, tecnologia e innovazione.
I settori motore della crescita
Tra i comparti più dinamici, lo studio segnala con forza il ruolo della farmaceutica, presente con poli importanti a Latina, Aprilia e proprio Pomezia. Queste aree non si limitano a produzione, ma esportazione: il Basso Lazio registra tassi di export superiori al 50 % del valore prodotto in questi settori, percentuale che doppia la media nazionale.
Inoltre, industrie legate al metallo, alla chimica, all’aerospazio e all’automotive stanno crescendo di importanza nel mix produttivo locale.
Pomezia: un’eccellenza locale
Pomezia emerge soprattutto nella quota di personale occupato in attività hi tech. Superare la Lombardia in questo indicatore non significa che la città abbia le stesse dimensioni o capacità produttive complessive, ma segnala una specializzazione crescente verso attività ad alta tecnologia, ricerca e sviluppo, e capitale umano qualificato.
La presenza di laureati, la propensione all’innovazione, e il livello tecnologico richiesto da queste imprese sono elementi chiave per questa performance.
Le sfide da affrontare
Non mancano però i nodi da sciogliere. Pur con numeri incoraggianti, il valore aggiunto per addetto nelle imprese del Basso Lazio resta inferiore alla media nazionale, e alcune specializzazioni mostrano segni di rallentamento.
Un altro problema è la concentrazione delle attività in pochi settori: questo può rendere il sistema locale vulnerabile alle crisi settoriali o agli shock esterni. Poi, infrastrutture, mobilità, formazione professionale e digitalizzazione piena continuano a essere leve centrali da migliorare.
Last modified: Settembre 17, 2025

