Pomezia (mercoledì, 8 ottobre 2025)– Si amplia il polo dei prodotti medicali a Pomezia, ma con un occhio vigile da parte dei residenti: la Cantel Medical S.r.l., azienda attiva nella produzione di materiali medicali, disinfettanti e igienici, ha chiesto la modifica della sua Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per installare sistemi di filtraggio più avanzati e potenziare gli impianti di scarico. L’impianto è situato su via Laurentina, a poche centinaia di metri da abitazioni civili, e la vicinanza alle case rende il contesto particolarmente delicato.
di Margherita Brescia
L’azienda opera in regime classificato “industria insalubre di I e II classe”, e la revisione degli impianti riguarda i punti di emissione E1 e E2, che saranno dotati di filtri a tessuto e a carboni attivi. L’obiettivo dichiarato è ridurre le sostanze inquinanti e migliorare la qualità ambientale dell’area circostante.
Il nodo dello scarico nel “fosso secco”
Uno degli aspetti più controversi riguarda lo scarico delle acque reflue industriali. Cantel Medical aveva chiesto di spostare lo scarico in un fossato adiacente, denominato “Fosso della Vittoria”, ma ha successivamente rinunciato e mantiene il punto di rilascio nel Fosso Secco. Secondo una relazione idrogeologica allegata al dossier, quel fosso ha portata naturale nulla per circa 120 giorni l’anno. In quei periodi, l’immissione anche di acque depurate può rappresentare una criticità idrica e ambientale, soprattutto considerando la concentrazione industriale del territorio.
Dalla documentazione emerge che, pur svolgendosi la revisione come modifica “non sostanziale”, gli interventi toccano aspetti sensibili del ciclo produttivo e del trattamento idrico. Il fatto che l’azienda resti vicina alle abitazioni ha sollevato dubbi da parte dell’ASL Roma 6, la quale pur non presentando un parere ostativo, ha segnalato che le emissioni e le esalazioni possano avere effetti sulla salute dei vicini.
Il ruolo dell’amministrazione comunale e i profili procedurali
Il procedimento è passato attraverso una Conferenza di Servizi, in cui vari enti competenti hanno esaminato il progetto, ma risultano carenze: l’Urbanistica del Comune di Pomezia, per esempio, non ha espresso parere entro i termini, e in assenza del contributo il silenzio-assenso è considerato acquisito per legge. In altre parole, l’autorizzazione è stata concessa “implicitamente”, senza che tutte le parti coinvolte abbiano partecipato attivamente al dibattito.
L’atto richiama la necessità che Cantel Medical si assuma l’onere di adozione, gestione e manutenzione di tutte le misure impiantistiche e gestionali necessarie per non arrecare danno al vicinato. Si tratta di prescrizioni che, pur previste, lasciano la comunità in posizione di attesa: la vera sfida sarà verificare che queste misure vengano rispettate nei fatti.
Dubbi, paure e la vigilanza richiesta
Se da un lato un’azienda del settore medicale può rappresentare un’opportunità occupazionale e industriale, dall’altro il contesto pone interrogativi reali: quali saranno gli impatti in atmosfera e sui corsi d’acqua? Come si monitoreranno nel tempo le emissioni? E soprattutto, chi vigilerà perché le promesse diventino azioni concrete?
I cittadini del quartiere vicino osservano con attenzione, preoccupati da eventuali odori, vapori o effetti sanitari non previsti. In assenza di un regolamento comunale di igiene che stabilisca distanze minime tra impianti e abitazioni, il margine di incertezza nelle zone circostanti resta alto.
Last modified: Ottobre 8, 2025

