Pomezia (venerdì, 26 settembre 2025)– Dopo oltre un decennio di carte bollate, la vicenda che ha visto protagonista il Comune di Pomezia e la multinazionale Italcementi è arrivata a conclusione. Il Consiglio di Stato ha stabilito che l’ente comunale dovrà versare 41.679,14 euro, oltre interessi e rivalutazione, come risarcimento per due ordinanze considerate illegittime, emesse nel lontano 2011.
di Margherita Brescia
La “storia di cani”
Tutto nasce quando il Comune, attraverso due ordinanze contingibili e urgenti, impose alla società proprietaria di un’area in via Padova la realizzazione di recinzioni e la gestione dei cani randagi presenti sul terreno. Una decisione che, secondo i giudici, andava ben oltre le competenze attribuibili al privato, scaricando su di esso responsabilità che avrebbero dovuto ricadere sull’amministrazione pubblica.
Italcementi, pur avendo ottemperato agli obblighi, decise di ricorrere al TAR Lazio, che nel 2012 riconobbe le ragioni della società, annullando le ordinanze. Il Comune tentò un appello, ma il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza, condannando ora l’ente anche al pagamento dei danni economici subiti dalla società.
Il peso dell’errore amministrativo
Secondo la ricostruzione, il danno quantificato riguarda spese sostenute per lavori, custodia e gestione imposti illegittimamente. La cifra di oltre 41mila euro non è enorme rispetto al bilancio comunale, ma rappresenta un costo simbolico molto rilevante: dimostra come errori amministrativi e decisioni affrettate possano ricadere anni dopo sulle casse pubbliche, cioè sulla collettività.
Le reazioni e le prospettive
La vicenda è tornata oggi di stretta attualità perché il pagamento dovrà essere iscritto nel bilancio comunale 2025. Non sono mancate le polemiche, con l’opposizione che ha accusato l’ente di cattiva gestione e di mancanza di attenzione alle conseguenze legali delle proprie ordinanze.
L’amministrazione, dal canto suo, ha sottolineato che la vicenda affonda le radici in scelte prese più di dieci anni fa e che oggi l’obiettivo è evitare il ripetersi di simili errori, attraverso maggiore prudenza e una più stretta collaborazione con gli uffici legali.
Last modified: Settembre 26, 2025

