Scritto da 7:04 pm Ardea, Attualità, Attualità, Pomezia, Top News

Il maxi trituratore da 254.000 tonnellate all’anno autorizzato nel Lazio: cosa sappiamo finora

Pomezia-Ardea (lunedì, 15 settembre 2025)–La Regione Lazio ha appena dato il via libera a un impianto mobile per la triturazione dei rifiuti con una capacità autorizzata annuale di 254.000 tonnellate. Si tratta di un maxi trituratore senza sede fissa pensato per trattare rifiuti “inerti”, ma con autorizzazione che estende il tipo di materiali ammessi ben oltre gli inerti. L’impianto è gestito dalla società Cesaro Mac, con sede legale in Veneto, già nota nel settore dei rifiuti.

di Margherita Brescia

Prima di questo permesso, la Regione aveva già autorizzato una maxi discarica per inerti e altri rifiuti (Tor Tignosa) al confine con Pomezia, dunque il nuovo trituratore mobile si inserisce in un quadro di crescente impatto impiantistico nei territori di Roma sud, Pomezia e Albano Laziale.

I due grandi dubbi

Due aspetti suscitano forti perplessità tra cittadini, attivisti ambientali e amministrazioni locali. Il primo riguarda il tipo di rifiuti che l’impianto potrà effettivamente trattare: l’autorizzazione tecnica menziona solo “rifiuti inerti”, ma nel dettaglio si specifica che potranno essere processati anche rifiuti organici, plastiche, metalli, vetro e altri materiali “non inerti”. Questo solleva interrogativi su quale sarà l’effettiva destinazione dell’impianto e quanto sarà ampia la gamma dei rifiuti ammessi.

Il secondo punto riguarda la capacità produttiva e la quantità autorizzata. La cifra di 254.000 tonnellate è molto elevata: superiore addirittura a quella che un tempo gestiva la discarica di Albano Laziale (circa 180.000 tonnellate). Ci si chiede se esista un reale fabbisogno territoriale per tale capacità e se, una volta operativo, non si rischi un sovraccarico ambientale, traffico di rifiuti e scarichi incerti.

Validità e localizzazione

L’autorizzazione ha validità decennale, fino al 2035, salvo proroghe. È però mobile l’impianto, dunque senza sede fissa definita, il che rende meno chiara la gestione territoriale e la verifica degli impatti locali. Le carte mostrano che l’atto ufficiale è stato pubblicato il 4 settembre, con un ritardo rispetto alle comunicazioni precedenti, che non è ancora stato spiegato pubblicamente.

Implicazioni per Pomezia e dintorni

Per le aree limitrofe a Pomezia e Ardea, la decisione desta preoccupazione: la combinazione di impianti impattanti (discariche, trituratori, inceneritori previsti) in prossimità delle zone residenziali e naturali (come la Riserva della Solforata o territori demaniali) crea tensioni ambientali significative. La trasparenza sui materiali trattati, sulla localizzazione precisa, sui controlli ambientali è diventata prioritaria

Condividi la notizia:
Last modified: Settembre 15, 2025
Close