Pomezia (martedì, 8 luglio 2025) — Una delle icone italiane dello snack rischia di sparire nel silenzio delle sue stesse macchine. Il sito produttivo di Crik Crok a Pomezia, attivo da decenni lungo la via Pontina, è oggi quasi completamente fermo. E mentre le patatine famose in tutta Italia svaniscono dagli scaffali, cento dipendenti rimangono senza stipendio, con giornate lavorative sempre più rade e nessuna certezza all’orizzonte.
di Monia Settimi
I sindacati parlano di una situazione economica e umana ormai al limite. “Non si tratta più solo di lavoro: qui si rischia la sopravvivenza di intere famiglie”, denunciano Fai, Flai e Uila. A peggiorare il quadro, c’è la cassa integrazione straordinaria ancora non erogata e un clima di incertezza crescente.
A sorpresa – o forse no – l’azienda ha depositato una nuova richiesta di concordato preventivo, mossa che alimenta i timori dei dipendenti e getta ulteriore instabilità su un processo già critico. Lo spettro del fallimento prende forma mentre il piano industriale presentato appena pochi mesi fa è di fatto naufragato.
Il disagio si fa sentire anche tra le istituzioni. La consigliera regionale Emanuela Droghei ha lanciato un appello urgente: “Non possiamo assistere in silenzio alla chiusura di un sito produttivo con un peso così rilevante per il territorio. Serve un tavolo di crisi con Regione e Governo, subito”.
Lo stabilimento Crik Crok è stato per anni un punto di riferimento economico nel Lazio sud, ma oggi sembra smarrito in una crisi senza direzione. I lavoratori, stretti tra stipendi mancanti e macchinari fermi, chiedono risposte concrete.
E mentre le loro vite restano sospese, anche un pezzo di storia industriale italiana rischia di chiudere le sue porte per sempre.
Last modified: Luglio 8, 2025

