Ardea (domenica, 27 luglio 2025)– Ancora un incendio ad Ardea, nella zona Salzare, e ancora una volta i residenti si ritrovano a vivere nell’angoscia e nel disagio. Le fiamme sono divampate in un terreno incolto lungo via delle Acque Alte, in piena area demaniale, trasformata negli anni in discarica abusiva. Una colonna di fumo nero, denso e acre, ha invaso l’aria, raggiungendo rapidamente le abitazioni circostanti, portando una serie di preoccupazioni per i cittadini.
di Margherita Brescia
All’interno dell’area bruciavano rifiuti di ogni genere: plastica, sfalci secchi, residui edili e materiali ingombranti. I Carabinieri hanno dato l’allarme, mentre i Vigili del Fuoco sono intervenuti per evitare che l’incendio si propagasse oltre. Nonostante l’intervento tempestivo, le conseguenze per i cittadini sono state pesanti: bruciore agli occhi, mal di gola, difficoltà respiratorie. Famiglie costrette a chiudersi in casa, finestre sbarrate e stracci bagnati sotto le porte per provare a bloccare il fumo tossico.
Il rogo di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie. I residenti denunciano l’assenza di controllo su un’area che dovrebbe essere tutelata e bonificata, e dove da anni si accumulano rifiuti che diventano esca per incendi dolosi o accidentali. Cresce anche il timore che dietro questi episodi si nascondano interessi criminali legati allo smaltimento illecito.
Molti cittadini e imprenditori chiedono con forza telecamere di sorveglianza, bonifiche strutturali e un piano di controllo costante, oltre a una maggiore trasparenza da parte delle istituzioni. Alcune telecamere promesse dalla Regione Lazio non risultano ancora operative, mentre le bonifiche si limitano spesso a interventi d’emergenza che non risolvono il problema alla radice.
Intanto, la fiducia nel futuro della zona costiera si erode: “Così si distrugge l’economia locale”, denunciano gli esercenti. Il turismo soffre, le famiglie sono stanche, e l’ambiente continua a pagare un prezzo altissimo. L’aria resta irrespirabile, non solo per la combustione dei rifiuti, ma anche per la rabbia di chi da troppo tempo chiede, senza risposta, che Ardea torni a essere un luogo sicuro e vivibile.
Last modified: Luglio 27, 2025

