Ardea (mercoledì, 15 ottobre 2025)– Nuove tensioni si addensano sulla gestione dell’acqua nei Comuni di Ardea e Pomezia: la Regione Lazio ha recentemente archiviato la proposta di salvaguardia ambientale dei pozzi Laurentino e Pescarella, spogliando di protezione due delle fonti idriche più strategiche del territorio.
di Margherita Brescia
Da anni il “Campo Pozzi Laurentino-Pescarella” alimenta la rete idrica locale e serve decine di migliaia di residenti.
Negli ultimi anni, furono avviati iter tecnici per includere queste zone all’interno di aree protette, al fine di tutelare le falde da rischi di contaminazione industriale e preservare l’autonomia idrica del territorio.
Tuttavia, con la determinazione dirigenziale del 20 marzo 2025, la Regione ha deciso che la proposta di perimetrazione non è più attuale. Il piano aggiornato presentato da Acea, gestore del servizio idrico, suggerisce un cambiamento radicale: l’acqua per Ardea e Pomezia non dovrà più provenire da quei pozzi, ma essere derivata da bacini esterni, in particolare il Lago Albano.
Secondo esponenti delle amministrazioni locali, questa scelta rappresenta un “attacco al territorio”. È stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Sindaco e la Giunta di Ardea a chiedere la revoca dell’archiviazione e la riapertura dell’iter tecnico di salvaguardia.
Il consigliere Luca Vita ha parlato di un disegno che facilita la realizzazione di impianti industriali nelle zone in precedenza vincolate, come il già contestato termovalorizzatore di Santa Palomba.
La decisione mette in luce un conflitto potenziale: Acea ATO 2 è soggetto gestore dell’acqua, ma è anche parti interessata in progetti industriali con grandi fabbisogni idrici. Cambiare le fonti idriche significa abbassare la tutela delle falde locali, aumentare la dipendenza da acque esterne e modificare l’equilibrio idrico dell’area.
Ora la partita si gioca sui tavoli regionali. Le comunità locali seguono con apprensione: la difesa del Campo Pozzi Laurentino è presentata come una battaglia ambientale, territoriale e idrica, che può decidere molto del futuro delle risorse, della salute pubblica e dell’autonomia del territorio.


