Scritto da 7:11 pm Pomezia, Cronaca, Top News

Albano si ribella: “Salviamo la falda, non chiudete i pozzi Acea tra Ardea e Pomezia”

Pomezia (venerdì, 11 luglio 2025) — Albano Laziale rompe il silenzio e lancia un appello diretto al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, affinché venga fermata la dismissione del campo pozzi Acea Laurentino, situato tra Ardea e Pomezia. Un impianto che da anni attinge dalla stessa falda che alimenta i Castelli Romani e che oggi rischia di essere chiuso proprio mentre quella risorsa idrica è in grave sofferenza.

di Monia Settimi

Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, l’amministrazione di Albano ha approvato un documento in cui si chiede con forza che i pozzi non vengano abbandonati, ma bonificati, messi in sicurezza e restituiti alla collettività. Il timore è che la loro chiusura sia solo un passo verso un utilizzo privato e industriale della falda, a danno dei cittadini.

Al centro della protesta c’è anche la realizzazione del nuovo inceneritore di Roma, previsto nell’area di Santa Palomba, appena oltre il confine comunale. Un impianto da 600.000 tonnellate l’anno, che sorgerà a pochi passi dai pozzi Acea e dalla discarica di Roncigliano. Una sovrapposizione pericolosa che, secondo Albano, mette a rischio sia l’ambiente sia le riserve idriche.

La preoccupazione è concreta: il progetto prevede che proprio da quei pozzi venga prelevata l’acqua necessaria al raffreddamento dell’impianto. Quattro nuove trivellazioni andrebbero ad attingere dalla stessa falda, già in crisi, che da sempre rifornisce i territori di Castelli Romani, Ardea e Pomezia.

La battaglia del Comune di Albano è quindi doppia: da una parte si chiede di tutelare un’infrastruttura pubblica essenziale, dall’altra si denuncia la logica con cui si decide di chiudere un campo pozzi per poi usarne le risorse a fini industriali. Una scelta che, secondo l’amministrazione, sacrifica il territorio a sud della Capitale per risolvere emergenze create altrove.

Non è solo una questione tecnica o ambientale, ma una sfida politica e territoriale. Difendere i pozzi di Laurentino significa difendere l’acqua come bene comune, respingere una logica di marginalizzazione e chiedere che i territori non siano trattati come retrovia su cui scaricare le conseguenze delle grandi scelte urbane.

Condividi la notizia:
Last modified: Luglio 11, 2025
Close