Ardea (giovedì, 28 agosto 2025)– Il Tar Lazio ha accolto in parte il ricorso di due cittadini contro l’Amministrazione comunale di Ardea. Il nodo della questione? La richiesta di oltre 56mila euro per una domanda di condono edilizio presentata nel 1986, per la quale l’Ente aveva richiesto una “seconda oblazione” e ingenti oneri concessori attualizzati.
di Margherita Brescia
Il Tribunale ha annullato quegli importi, stabilendo che i calcoli devono basarsi sulle tariffe vigenti all’epoca della domanda, non su quelle attuali
La vicenda
I cittadini, assistiti dall’avvocato Mario Faramondi, hanno contestato la motivazione del Comune, che chiedeva una seconda oblazione di 3.451 €, oneri concessori per 51.421 € e 1.802 € di diritti di segreteria, costi però calcolati con tariffe moderne pur riguardando una sanatoria di quasi quarant’anni prima.
Il Tar Lazio, presieduto dal giudice Christian Corbi, ha giudicato la pratica illegittima: L’oblazione non è dovuta perché già versata all’epoca dell’istanza.
Gli oneri concessori devono essere computati in base alle tariffe del 1986 e non aggiornati arbitrariamente.
L’inerzia dell’Amministrazione ha ingiustamente gravato sui cittadini, alterando il diritto alla certezza e correttezza nell’azione pubblica.
Impatti futuri
Il Comune di Ardea dovrà ricalcolare l’importo dovuto secondo i criteri stabiliti dalla sentenza. Il TAR ha inoltre compensato le spese legali, sottolineando una “soccombenza reciproca”, dovuta a un contrasto giurisprudenziale sul tem.
Last modified: Agosto 28, 2025

