Ardea (sabato, 9 agosto 2025)– Sembrava una vicenda come tante, quella di una cittadina che, a febbraio 2021, aveva chiesto di sanare l’occupazione senza titolo di una casa popolare.
di Margherita Brescia
L’amministrazione comunale aveva però respinto la domanda, e la donna aveva deciso di ricorrere al Tar del Lazio per ottenere il via libera.Ma durante l’istruttoria è emerso un elemento destinato a ribaltare ogni prospettiva: al momento della richiesta, la donna era proprietaria di un appartamento di circa 90 m² nello stesso Comune, venduto solo due anni dopo, a maggio 2023. Un dato che, secondo i giudici, escludeva in radice il requisito fondamentale per la sanatoria, ossia l’assenza di un alloggio idoneo.
A questo si è aggiunto un secondo ostacolo: il reddito dichiarato nel 2019, superiore ai 30.000 euro, oltre la soglia massima prevista per la regolarizzazione.Il Tar ha quindi confermato il diniego del Comune, pur compensando le spese di giudizio in considerazione «della peculiarità della vicenda».
Un caso che riaccende i riflettori sulla gestione degli alloggi ERP e sul rigoroso rispetto dei requisiti per ottenerli.
Last modified: Agosto 9, 2025

